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Ultimo film visto
The Wrestler di D.Aronofsky
Sto leggendo
Le menzogne di Ulisse di P. Odifreddi
E' mattino e mi avvicino, sbilanciato da un tremore, vaga spinta, vaga forza, vago senso di dolore. Ci son caduto e l'ho voluto e forse capiterà ancora, ma quello di cui avrei bisogno non si trova in questa aurora
(Giulio "estremo" Casale)
Una delle cose più belle dei libri è che a volte ci sono delle immagini bellissime
G.W.Bush
Il gelato è squisito, mi domando perchè non sia illegale
Voltaire
Me ne andrò da questa vita così come sono arrivato: sporco, urlando e strappato alla donna che amo
Homer J. Simpson
I vampiri sono fortunati si nutrono degli esseri che incontrano, noi invece divoriamo noi stessi, dobbiamo mangiare le nostre gambe per trovare la forza di camminare dobbiamo arrivare per poter andar via, dobbiamo succhiarci fino in fondo, dobbiamo divorarci da soli finchè non ci resta nient’altro che la fame, noi diamo, diamo e diamo come pazzi; non credo che tutto questo abbia senso, non significa niente…
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18 marzo 2009
Famoso per quindici minuti
Beh, Andy Warhol lo aveva detto qualche anno fa: in futuro ognuno di noi sarà famoso per quinidici minuti. Io quei quindici minuti me li sono giocati lunedi scorso a Chi Vuol Essere Milionario.
Sì, è stata un'esperienza diversa dal solito. Sì, Gerri Scotti è una persona davvero disponibile. Sì, essere riconosciuti per strada fa piacere.
Certo, avessi risposto bene alla domanda da 150 mila euro, sarei più contento.
Muoia Sansone con tutti i filistei. Anzi, di Sansone non mi importa poi molto....
andy warhol
milionario
filistei
| inviato da stilgar il 18/3/2009 alle 0:46 | |
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3 febbraio 2009
Intanto corro
Quando ero ragazzino mi capitava di starmene interi minuti a guardare fuori dal finestrino della macchina o di un treno e di osservare persone e immaginare cosa avrebbero fatto l'istante dopo che fossero uscite dal mio campo visivo oppure di pensare a cosa potesse succedere dentro alle mura di questa o quella casa su cui posavo lo sguardo. Quando ho iniziato a leggere questo libro mi sono trovato improvvisamente proiettato indietro a quei momenti della mia infanzia solo che invece di un vetro ora avevo davanti pagine di carta. Ora qualcuno sembra aver dato una risposta alle mie domande o forse si tratta solo dell'animo di un ragazzino simile al mio che viene fuori e rivela quello che lui vedeva con la sua mente. Giulio Casale riesce ad andare oltre il muro invisibile della realtà fisica aprendo squarci su brevi momenti di vita vissuta, trovando le risposte alle mie stesse domande di curioso ragazzino e poi richiudendoli senza dover per forza aspettare la fine. Forse perchè una fine non esiste, almeno non come ci si aspetta. Come un bravo fotografo immortala situazioni del tutto normali, momenti di passione, istanti precendenti la morte di qualcuno o solo i pensieri che affollano la testa di un ragazzo qualunque alla fermata dell'autobus. I suoi più che racconti, sono tele in movimento, pennellate che catturano lo scorrere della vita. Nelle poche pagine di ogni racconto può esserci un vostro vicino, il ragazzo della bottega sotto casa, l'avvocato del terzo piano o voi stessi. Di sicuro in tutti c'è un po' di Giulio Casale.
intanto corro
giulio casale
| inviato da stilgar il 3/2/2009 alle 16:22 | |
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27 gennaio 2009
Ecco fatto...
Ho passato la serata a mettere in ordine i post e ho iniziato a divertirmi con l'HTML per modificare il template. Per ora la cosa più evidente è il link al Profundis in alto. Altre modifiche arriveranno..
| inviato da stilgar il 27/1/2009 alle 0:55 | |
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24 gennaio 2009
L'Italia di Berlusconi
Beh non credo che in Spagna siano tutte rose e fiori, ma quello che viene detto in questo servizio trasmesso da un Tg spagnolo mi pare che inquadri perfettamente la nostra situazione..specie l'ultima parte in cui parla del ministro delle pari opportunità
.
berlusconi
seno
gambe
veline
| inviato da stilgar il 24/1/2009 alle 1:44 | |
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12 gennaio 2009
Per ricordare e per...non dimenticare
Da un'intervista a Fabrizio de Andrè del 1988: « "Di che cosa ha paura oggi Fabrizio De André?"
"Sicuramente della morte. Non tanto della mia, che in ogni caso,
quando arriverà, mi farà provare la mia buona dose di paura,
quanto la morte che ci sta intorno, lo scarso attaccamento alla vita
che noto in molti nostri simili, che si ammazzano per dei motivi
sicuramente più futili di quanto non sia il valore della vita.
Io ho paura di quello che non capisco, e questo proprio non mi riesce di capirlo". »
..sarebbe bene che oggi si tenessero a mente i pensieri di gente come lui.
de andrè
guerra
morte
paura
| inviato da stilgar il 12/1/2009 alle 11:26 | |
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